MANIFESTO

Che cos’e’ la Davida?

La Davida è un gioco che ho iniziato a nove anni sfogliando Conoscere, primo e unico libro entrato in casa col trucco “prima copia omaggio”, e poi restituito il mese dopo. Sfogliandolo, incontrai la foto del David di Michelangelo ed ebbi un vero colpo di fulmine per quella bellezza, un’impressione estetica così forte che ancora oggi illumina il mio agire. Ne feci una copia in creta, la mia prima scultura, ma non stava su.

Nel 1992, colto dalla rivelazione dei valori intrinseci della donna, decido che merita un vero monumento che ne esprima bellezza, forza e pace. I primi due bozzetti disegnati e il modello di plastilina, da subito ricalcano la posa a me familiare del David, e in breve l’opera rivela un inaspettato effetto di risonanza fra i poli maschile e femminile, che ne costituisce l’essenza plastica. La forza androgina che sprigiona non è antagonista all’altro genere ma lo contiene, lo comprende come qualcosa che è stato generato e poi ripreso in se.

Lavoro su vari modelli fino al ’96, quando fisso la posa del monumento in una statua di 190 centimetri che poi distruggo per le sue imperfezioni. Ho filmato ogni fase del lavoro su quest’ultima, e anni dopo ho caricato in rete il video, che in pochi mesi ha ottenuto 920.000 visite e molti commenti di rammarico per la distruzione dell’opera, provenienti da varie parti del mondo. Capisco il messaggio e nel 2009 riprendo in mano il progetto. Nel 2010 termino la posa del nuovo modello del mio monumento alla donna e ne faccio due copie, una in ceramica fredda e una in vetroresina, che mostro al pubblico.

Qualche tempo dopo, rimuginando su una considerazione di Prem Rawat (“Perché esistono solo ministeri della la guerra e non della pace?”), ho fatto una riflessione più profonda sul mio progetto e sul significato della pace, e sono arrivato a immaginare una dimensione simbolica della Davida più vasta. Mi è apparso evidente il legame fra i valori femminili che volevo esprimere con l’opera, e i generali valori della pace, e per questo ho attribuito alla Davida la più estesa funzione di monumento per la Pace. Ora, grazie alla conoscenza del diritto naturale Veritas, anelo che diventi, non so perché, il primo simbolo al mondo di un ministero della Pace, il quale dovrebbe essere fondato con buone ragioni a tutela della Pace, intesa come valore costitutivo e fondante della Costituzione del nostro paese e di altri centonovantaquattro.

Il progetto della Davida ha come finalità la creazione di una figura mitologica che rappresenti i valori che le sono attribuiti, dunque la creazione di un racconto, e inoltre la fondazione di un luogo di ricerca e produzione artistica che ne diventi il tempio.

La realizzazione del progetto si sviluppa a partire dalla creazione di un racconto ambientato in Palestina nell’anno zero e suddiviso in cinque brevi libri, e dalla contemporanea realizzazione dei plastici delle sue ambientazioni. Successivamente, i racconti saranno sceneggiati e si intraprenderà il lavoro necessario per realizzare la produzione di un film.

Nelle fasi intermedie del progetto, è prevista inoltre la realizzazione di un nuovo modello della statua, più grande e dotata di facoltà comunicative, come ad esempio la capacità di reagire cromaticamente alle interazioni dei social.

Infine, mi sembra utile un commento sulla controversa sorte amministrativa toccata alle sculture dei falli. I falli rappresentano un corollario indispensabile contesto narrativo del mio racconto, ed essendo io uno scultore, procedo nella creazione narrativa parallelamente a quella plastica, poiché l’una si interseca con l’altra. L’idea della loro commercializzazione, poi, è un rivolo del marketing necessario alla realizzazione del mio progetto artistico.

Francesco Montelli